Bellezza

Da sempre l’essere umano, e in particolare la donna, ha cercato la “bellezza”, tant’è che le ricette per raggiungerla, mirate a valorizzare il particolare, costituivano un patrimonio culturale, fatto di arte e di conoscenza, da tramandarsi di generazione in generazione.

L’abbellimento aveva due funzioni principali: rappresentare se stesse e fungere da richiamo sessuale. Per questo era importante impararne le tecniche e trasmetterle l’una all’altra in modo che, superando i confini del tempo, la valorizzazione dei propri particolari divenisse canto d’amore e poesia.

Le forme contemporanee di bellezza trascendono queste funzioni. Oggi il mercato detta i principi universali del bello ai quali pretende una adesione di massa. Vengono imposti canoni standard, uguali per tutti, indipendentemente da come è fatto ciascuno di noi.

L’angoscia di non corrispondere ai criteri imposti con la conseguente paura di essere espulsi dal sociale o di viverne ai margini, è inevitabile. Il corpo, non più canto d’amore e di poesia, viene vissuto come un nemico, un tormento giornaliero difficile da quietare e fonte di insoddisfazioni, disagi e sofferenze, spesso mascherati, ma pronti ad esplodere al primo cedimento.

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